Tu prova ad avere un mondo nel cuore, e non riesci ad esprimerlo con le parole...
Stasera guardavo il giuramento dei ministri del nascente governo Berlusconi IV, come amano chiamarlo i giornalisti. Con l'informazione di massa cominciamo a perdere il gusto per i particolari, a meno che non si stia parlando di qualche strage di bambini o di cronaca nero/rosea, e non ci accorgiamo di cose che forse meriterebbero una maggiore importanza.
Ho perciò deciso di documentarmi, e ho trovato il testo dell'attuale giuramento che recitano i ministri al momento dell'insediamento:
"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione"
Con questo tassello bene in mente, aggiungiamo un pezzettino piccolissimo della costituzione, per la precisione l'articolo 5:
"La Repubblica, UNA E INDIVISIBILE..."
Ops. Qui casca l'asino, anzi al dire il vero ne cascano almeno tre. Tre, infatti, sono i ministri incaricati che appartengono a una formazione politica che inneggia alla divisione di un pezzo di questa Reppublica, dichiarando di possedere un proprio esercito (di 300000 unità, per quanto armate solamente di semplici fucili) e che la sera prima del giuramento ha organizzato la sfida Padania-Tibet in preparazione al "Mondiale dei paesi non riconosciuti".
Apprezzabile l'iniziativa umanitaria, ma le due realtà hanno ben poco in comune (e mi riesce difficile trovare somiglianze tra Bossi e il Dalai Lama) e questo continuo inneggiare all'indipendenza della Padania mi sembra faccia un po' a pugni con i corsivi riportati poco sopra. Si può decidere che queste sono solo parole che lasciano il tempo che trovano, ma uomini (e donne) con la responsabilità di dirigere un paese dovrebbero innanzitutto cominciare ad assumersi la responsabilità di quello che dicono, e giurano.
E' sorprendente, e anche un po' triste, che nessun giornalista lo abbia fatto notare. A mio modesto parere si può iniziare un incarico di governo in modo migliore che non con uno spergiuro.
"Figliolo, hai tentato e hai fallito; la lezione è: non tentare mai!" ![]()
Questa è l'unica frase che mi viene in mente dopo quasi tutte le tornate elettorali italiane. Ogni volta penso che gli italiani non possono ricaderci, che questa volta le hanno sparate troppo grosse anche per noi, e invece...
E invece non basta che venga investito del titolo di eroe un boss mafioso, men che meno viene tenuta da conto la chiamata alle armi del segretario di un partito politico che corre per il governo, noi italiani ormai siamo immuni a qualsiasi "sparata", per rimanere sul guerrafondaio.
Sia ben chiaro, non mi rammarico perché "ho" perso le elezioni, anzi spero vivamente di essermi sbagliato. Tutte le volte penso: "Magari chi ha votato dall'altra parte ha visto meglio di me chi sarà in grado di governarci", non vedo come molti altri fanno le elezioni politiche come una partita di calcio in cui o vince la tua squadra o devi prepararti a mugugnare per 5 anni, certo è che i segnali che ci sono stati non fanno ben sperare.
Mi devo aspettare un lavoro da precario per i prossimi 5 anni, pur conseguendo una laurea (si spera) a breve? O forse mi devo aspettare che mia sorella studierà storia imparando che la Resistenza era fatta da catto-comunisti-mangia-bambini che se la sono presa contro degli innocenti italiani la cui unica colpa era la poca fantasia nell'acquisto delle camicie?
Di sicuro rimarrò sorpreso se dovessi veder spuntare davvero a breve una cordata di imprenditori italiani per salvare Alitalia (ripeto, imprenditori italiani, non una colletta popolare tipo associazione ONLUS) o se davvero ci fosse un miglioramento della macchina della giustizia.
Un'altra cosa mi sa che è quasi certa: saranno 5 anni, non sperate in sconti di pena.

"Lo Stato ha il diritto di pretendere che nelle moschee le preghiere si facciano in italiano perche' cosi' saremmo sicuri che si tratti di predicazione religiosa e non d'istigazione all'odio nei confronti delle altre religioni"
G. Fini
L'inno del Genoa. "Creuza de mä" di Faber dagli altoparlanti. Comunque vada già sono commosso, anche se semplicemente a guardarlo da casa.
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